• Serena

Come sopravvivere all'hakuna matata

Aggiornato il: 13 ott 2020



Nel mio primo viaggio in Kenya sono rimasta folgorata dall'atmosfera e dall'aria che i locali riuscivano a farti respirare: una vita fatta di sorrisi, senza pensieri, senza problemi, un sogno africano insomma, forse causa del notissimo Mal d'Africa.


Quando poi sono tornata per rimanere due mesi mi é capitato di avere delle crisi isteriche perché tutto questo hakuna matata era in realtà davvero snervante. Una volta che entri nel loro mood, peró, ti si apre un portale magico, una sorta di Narnia africana, una dimensione parallela da cui non riesci più a tornare indietro.

Se ti danno appuntamento a un’ora cerca di presentarti tra la mezz’ora e l’ora successiva perché tanto prima non troverai nessuno.


Se ti dicono SAWA, va bene si può fare, non esserne così certo che loro sappiano davvero se una cosa si può fare o meno.


Se ti dicono SAWA, ho capito, non essere sicuro che abbiano capito, ma siamo in Africa troveranno sempre il modo di aiutarti!


Se dai 100 scellini a qualcuno e ne usa 90, con i 10 rimanenti si compra una cicca, un biscotto, una sigaretta. Ogni scellino dato non torna indietro, vanno usati tutti.


Se ti chiamano MUZUNGU non te la prendere, non è un dispregiativo, è un modo simpatico per indicare il tuo colore diverso di pelle.


Se succede una cosa succede e basta, non è detto che esista una spiegazione.



Non ricordo neanche quante cose assurde mi sono successe.


Mi sono bruciata un polpaccio con la marmitta della moto, ma hakuna matata non sei un vero kenyota se non hai una bruciatura come quella. Sono rimasta arenata con la mia amica Vale con una canoa di legno in mezzo al mare, noi sospese su uno scoglio circondate da ricci marini grossi quanto la mia faccia; hakuna matata il comandante ci ha portato comunque a destinazione!! Tempo impiegato: 40 minuti. Tempo previsto: 10 minuti.


Ho rischiato la vita sbandando in moto dopo che il taxi driver ha provato a lanciarmi un bacio girando completamente la faccia verso di me che stavo dietro. Ma hakuna matata fatti una risata!


Ho trovato uno in dormitorio che dormiva nel mio letto sopra ai miei vestiti, giustamente c'erano 16 letti ma lui ha scelto il mio, hakuna matata sei la prescelta.


Il Kenya non è un Paese così facile, non è davvero tutto HAKUNA MATATA come ti fanno credere, dopo due o tre volte che ci torni cominci ad aprire davvero gli occhi e scoprire l'inimmaginabile, comincerai a vedere delle dinamiche invisibili e poi dovrai per forza decidere se amarlo o odiarlo.


Quando però ti rendi conto che vivere alla giornata non é niente di più bello e sincero, non riesci più a tornare indietro a quelle che erano le tue credenze e le tue abitudini.


L'Africa ti destabilizza, mette in discussione la tua vita, ti fa ammalare di un male incurabile che non ti puoi più togliere di dosso. E sa svelarti un segreto per la felicità: vivere senza pensieri!

Come sopravvivere dunque?

Io dico sempre di lasciarsi trascinare dall'Africa, ti sorprenderà.


Fatti travolgere anche tu!







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" Kenyaexperience è stata come una porta attraverso la quale si esce dalla realtà quotidiana per addentrarsi in una realtà inesplorata ! Appena arrivata mi dissero che i veri viaggiatori sono quelli che lasciano le loro convinzioni a casa, sono riusciti a farmi vivere il sapore della libertà e della semplicità. Il fascino dell’orizzonte senza limiti, del percorso senza ritorno, della notte senza tetto, della vita senza superfluo:il Kenya! Grazie mille ancora!! "

Tiziana Pagano

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